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La Consapevolezza Emotiva

Come riconoscere e gestire le proprie Emozioni nel rapporto con gli Altri

La Consapevolezza Emotiva

Nel libro “Intelligenza Emotiva”, lo psicologo Daniel Goleman considera la “Consapevolezza Emotiva”, la prima delle cinque competenze di base, insieme all’Autocontrollo, alla Motivazione, all’Empatia e alle Abilità Sociali.  

Con il termine “Consapevolezza Emotiva” si fa riferimento alla capacità di identificare le proprie Emozioni, agendo su quell’insieme di fattori che, da una parte, le innescano e, dall’altra, vanno ad incidere sui nostri comportamenti.

Per comprendere meglio cosa sia la Consapevolezza Emotiva è importante capire cosa sia la fenomenologia opposta, chiamata “Alessitimia”, caratterizzata dall’assenza di emotività, in quanto coloro che la manifestano non solo non sono in grado di descrivere il proprio stato emotivo, ma tendono anche a mantenere lo sguardo fisso ed attonito.

Le persone “emotivamente consapevoli” sanno riconoscere invece la relazione che lega ciò che essi provano e le loro reazioni, ovvero il modo in cui si comportano a seguito di una determinata azione da parte di un’altra persona.

Come si fa a riconoscere le nostre Emozioni?

Per imparare a riconoscere le nostre Emozioni, occorre innanzitutto iniziare a prestare maggiore attenzione a quelle che sono “dominanti” rispetto alle altre e che proviamo con maggiore frequenza, forza e durata.

Così, a titolo di esempio, una persona che è preda della “rabbia” potrebbe annotare quante volte tale emozione si manifesta nell’arco della giornata, assegnare un punteggio (da 0 a 10) sull’intensità e calcolarne il tempo.

Potrebbe essere utile, poi, associare l’Emozione ad un Evento “scatenante” della stessa, verificando se quest’ultimo sia sempre l’unico ricollegabile ad essa, oppure se ve ne siano anche altri che si verificano meno frequentemente.

Tornando all’esempio di prima, si potrebbe evidenziare con colore rosso l’evento principale che ha provocato la Rabbia, mentre utilizzare colori più sfumati per rappresentare gli altri eventi di secondaria importanza.

In che modo le possiamo gestire nel nostro rapporto con gli Altri?

Uno dei requisiti richiesti per regolare e gestire le Emozioni nel rapporto con gli Altri è l’Autocontrollo, ovvero la capacità di resistere alle “tempeste emotive”, innescate da parole o comportamenti da parte di altre persone.

Richiamando l’esempio precedente, un escamotage per prevenire una reazione rabbiosa può essere quello di imparare ad usare tecniche di respirazione allo scopo di rallentarla o di contare fino a “venti” prima di rispondere.

In ogni caso non esiste una “soluzione” universale valevole per tutti, per riconoscere e gestire le proprie emozioni, ma possiamo affermare che imparare ad ascoltarsi ci consente di vivere meglio con noi stessi e con gli altri!

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