You are currently viewing L’Importanza di Conoscere i Canali Percettivi

L’Importanza di Conoscere i Canali Percettivi

Per farsi ben comprendere dagli altri è importante esprimersi in un “particolare” modo …

Cosa sono i Canali Percettivi

I Canali Percettivi sono associati ai Cinque Sensi (vista-udito-tatto-olfatto-gusto) e forniscono una rappresentazione della realtà circostante non “oggettiva”, ma “filtrata” dalle nostre percezioni, che sono diverse da persona a persona.

Attraverso l’esperienza e le informazioni immagazzinate nel tempo, la nostra mente elabora infatti delle vere e proprie “mappe” o “rappresentazioni sensoriali” che costituiscono una sintesi di quanto percepito originariamente.

Nella Programmazione Neuro Linguistica (“P.N.L.”), questi “sistemi rappresentazionali della realtà” sono associati ai Cinque Sensi e definiti con l’acronimo “V.A.K.O.G.” (Visivo-Auditivo-Cinestetico-Olfattivo-Gustativo).

Come si fa a conoscere i Canali Percettivi

Non è semplice individuare con chiarezza i “nostri” canali percettivi e che quelli “altrui”, però ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutarci nell’identificazione degli stessi: per quel che ci riguarda, proviamo a pensare qual è il nostro “sistema rappresentazionale” più utilizzato e a fare mente locale ai nostri sensi più sviluppati; per quanto riguarda quelli delle altre persone, poniamo invece particolare attenzione al loro “particolare” linguaggio.         

Infatti parole come “vedo, osservo” oppure l’utilizzo di immagini o colori sono indizi che il nostro interlocutore appartenga al gruppo “V”, mentre termini come “ascolto, sento” o il richiamo ai “suoni, rumori” potrebbero far pensare al gruppo “A”; allo stesso modo locuzioni del tipo “toccare con mano” ad un gruppo “C”, mentre il richiamo agli odori (“sento il profumo”) o ai sapori (“si scioglie in bocca”), rispettivamente al gruppo “O” e “G”.

L’Utilizzo delle Domande per identificare i Canali Percettivi

Il padre della Psicoanalisi, Sigmund Freud, usava dire: “le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l’oratore trascina l’uditorio con sé e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente.” Alla stessa maniera potremmo affermare che riconoscere i canali percettivi principali del nostro interlocutore, può facilitarci e favorire la comprensione di ciò che vogliamo.

In particolare, attraverso le domande possiamo “esplorare” qual è il suo “sistema di rappresentazione della realtà” e, prestando particolare attenzione alle sue risposte, potranno emergere alcuni segnali che ci potranno consentire di capire pertanto se questa persona è principalmente un “visivo”, “auditivo”, “cinestetico”, “gustativo” o “olfattivo”.

Di conseguenza, allineando la nostra comunicazione con quella del nostro interlocutore, potremmo riuscire a farci comprendere meglio da lui ed iniziare ad utilizzare le “parole giuste” per formulare meglio le nostre richieste!

Lascia un commento