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	<title>Blog Archivi - Dimensione Performance</title>
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	<description>Migliorare le performance in ambito business sport life</description>
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		<title>L&#8217;Alchimia della Felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ alquanto complicato individuare gli ingredienti della “Ricetta” della Felicità … Che cos’è la Felicità Il filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau asseriva che “Tutti gli esseri umani vogliono essere felici; peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità”. Ed è proprio questa la domanda più importante che [&#8230;]</p>
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									<h1>E’ alquanto complicato individuare gli ingredienti della “Ricetta” della Felicità …</h1>								</div>
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									<p><strong>Che cos’è la Felicità</strong></p><p>Il filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau asseriva che “<em>Tutti gli esseri umani vogliono essere felici; peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità</em>”.</p><p>Ed è proprio questa la domanda più importante che possiamo porci: “<u>Cosa è per me la Felicità</u>?”.</p><p>Infatti il concetto di Felicità è diverso da persona a persona: c’è chi è Felice nel possedere o non possedere cose, c’è chi è Felice nell’ottenere il riconoscimento da parte degli altri, c’è chi è Felice nel vivere insieme ai propri affetti, nel frequentare gli altri, nel coltivare le proprie passioni, nel praticare sport, nel viaggiare, nell’oziare e così via …</p><p>La parola “Felicità” deriva infatti da “<em>Felicitas</em>”, la cui radice &#8220;<em>fe-</em>&#8221; significa abbondanza, ricchezza, prosperità e sta ad indicare lo stato d&#8217;animo-sentimento positivo di chi ritiene soddisfatti i propri Bisogni o le proprie Aspettative.</p><p><strong>L’Alchimia della Felicità </strong></p><p>Martin Seligman, il padre della Psicologia Positiva, nel libro “<em>La Costruzione della Felicità</em>”, sostiene che le persone che provano Emozioni Positive, vivono più a lungo ed in migliori condizioni di salute, sono in grado di instaurare relazioni interpersonali soddisfacenti e normalmente raggiungono prestazioni professionali migliori della media.</p><p>Per Seligman la “Felicità Autentica” consiste non solo nel provare Emozioni Positive riguardo al passato e al futuro, ma anche nel trarre piacevoli Sensazioni dalla Vita e nella gratificazione derivante dall’uso delle proprie Potenzialità per raggiungere gli Obiettivi prefissati, le Priorità Esistenziali o il proprio Benessere: ecco l’Alchimia della Felicità!</p><p><strong>Gli Ingredienti della “Ricetta” della Felicità </strong></p><p>Sempre secondo Seligman la “Ricetta” della Felicità può essere scomposta nei seguenti ingredienti:</p><ul><li><u>Felicità Costituzionale (o Esistenziale)</u>: ciascuno di noi ha un livello permanente di Felicità (che è ereditario) che Seligman individua nella percentuale del 50% e sul quale noi non possiamo agire;</li><li><u>Circostanze della Nostra Vita</u>: aver vissuto in un ambiente confortevole, non aver provato eventi negativi ecc. che Seligman individua nella percentuale del 10% e sulle quali possiamo interferire poco o addirittura nulla;</li><li><u>Fattori sotto il nostro Controllo</u>: la valutazione del passato, la felicità del presente, l’ottimismo per il futuro ecc. che Seligman individua nella percentuale del 40% e sulle quali possiamo intervenire.</li></ul><p>In conclusione possiamo affermare che l’agognata “Ricetta” della Felicità è difficile da reperire e da consultare; l’importante è stare in armonia con ciò che è per noi prezioso ma spesso ignorato: il nostro corpo ed il nostro spirito!      </p>								</div>
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		<title>Come Focalizzare le Priorità della Vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso è difficile comprendere quali siano le cose “importanti” per la nostra Esistenza … Cosa sono le Priorità Un celebre adagio recita “Dai la priorità alle cose importanti, non a quelle urgenti”. La parola “Priorità” deriva infatti dall’unione dei termini latini “Prior” e “Oris” (che significa “Precedente”) e sta ad indicare appunto “il venire prima [&#8230;]</p>
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									<h1>Spesso è difficile comprendere quali siano le cose “importanti” per la nostra Esistenza …</h1>								</div>
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									<p><strong>Cosa sono le Priorità</strong></p><p>Un celebre adagio recita “<em>Dai la priorità alle cose importanti, non a quelle urgenti</em>”.</p><p>La parola “Priorità” deriva infatti dall’unione dei termini latini “<em>Prior</em>” e “<em>Oris</em>” (che significa “Precedente”) e sta ad indicare appunto “<em>il venire prima di altro o di altri, a causa dell’importanza, del grado o dell’urgenza</em>”.</p><p>Ma come si fa a determinare se dare Priorità alle cose “Importanti” o a quelle “Urgenti”?</p><p><strong>La Differenza fra “Importante” e “Urgente”</strong></p><p>Per rispondere alla domanda del paragrafo precedente, è opportuno ricordare le definizioni di:</p><ul><li>“<u>Importante</u>”: ovvero ciò che è “rilevante” all’interno della Gestione del Tempo e delle Priorità.</li><li>“<u>Urgente</u>”: ovvero ciò che è riferito alla “tempestività” con cui le Attività devono essere Gestite e Coordinate.</li></ul><p>Come possiamo osservare la principale differenza tra “Importante” e “Urgente” risiede nell’aspetto temporale.</p><p>Il termine “Urgente” significa che deve essere gestito nell’immediato, ma non contiene alcun riferimento al grado di “Importanza” dell’evento: infatti qualcosa di urgente non è necessariamente importante e qualcosa di importante non è detto che sia urgente. A tale proposito D. Eisenhower, generale e 34° Presidente degli Stati Uniti, si esprimeva nel seguente modo: “<em>La cosa importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante</em>” ed a lui si deve la creazione della famosa “Matrice del Tempo” che suddivide le Attività in base all’Importanza ed Urgenza.</p><p><strong>Come fare per Focalizzare le Priorità della Nostra Vita </strong></p><p>Anche riguardo alle Priorità della Nostra Esistenza è opportuno avere con chiarezza in mente la differenza fra quelle che per noi sono ritenute “Importanti”, rispetto a quelle che invece posseggono il requisito di “Urgenza”.</p><p>Ma come si fa a focalizzare con chiarezza le nostre Priorità?</p><p>Per prima cosa è opportuno sintonizzarsi con se stessi, cercando di contattare la nostra intima Essenza per capire quali siano le nostre reali Esigenze e ciò che vogliamo ottenere nel corso della nostra esistenza: facendo questo può capitare di comprendere che quello che facciamo non necessariamente corrisponde alle nostre Priorità di Vita.</p><p>Se ciò accade occorre quindi “resettare” i nostri vecchi modi di pensare e di agire ed individuare nuove modalità (diverse a quelle utilizzate fino ad oggi) per mettere in ordine di Importanza e non più di Urgenza le nostre Priorità.  </p>								</div>
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		<title>Il Viaggio dell&#8217;Eroe. Cos&#8217;è</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopriamo questa particolare Tecnica di “Storytelling” e come utilizzarla al meglio Significato del termine “Viaggio dell’Eroe” Con il termine “Viaggio dell’Eroe” o (“Hero’s Journey”) si intende un particolare schema di narrazione molto usato da chi fa lo “Storytelling”, ossia il Racconto di una Storia o di una Esperienza Personale su un Blog o sui Social, [&#8230;]</p>
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									<h1>Scopriamo questa particolare Tecnica di “Storytelling” e come utilizzarla al meglio</h1>								</div>
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									<p><strong>Significato del termine “Viaggio dell’Eroe”</strong></p><p>Con il termine “Viaggio dell’Eroe” o (“Hero’s Journey”) si intende un particolare schema di narrazione molto usato da chi fa lo “Storytelling”, ossia il Racconto di una Storia o di una Esperienza Personale su un Blog o sui Social, al fine di aumentare la Consapevolezza da parte del proprio bacino di Followers o di Potenziali Clienti, nei confronti dei benefeci offerti dalla Soluzione offerta dai propri Beni o Servizi, oggetto di promozione di Marketing.</p><p>La genesi del “Viaggio dell’Eroe” la si fa risalire al libro del 1973 “<em>L’Eroe dai Mille Volti</em>” di Joseph Campbell, il quale immagina un cammino “ideale” compiuto dall’Eroe (cioè ciascuno di noi) fra le Avversità tramite una discesa nel Mondo Sconosciuto (fino a toccare il fondo) e a riprendere l’ascesa verso l’alto grazie all’aiuto dell’Oracolo, cioè del “Mentore” che offre la “Soluzione” cercata dall’Eroe, aiutandolo alla sua Trasformazione e al suo Successo.       </p><p><strong>La Struttura del “Viaggio dell’Eroe”</strong></p><p>Chi vuole provare ad utilizzare sul proprio Blog o sui propri Post sui Social questo particolare schema di narrazione, deve tenere a mente i seguenti 4 “Step” (Passaggi) principali:</p><ol><li><u>Catturare l’Attenzione</u>: ponendo il Focus su un Argomento o un Problema di carattere Generale</li></ol><p>Esempio: <em>Problema della scarsa visibilità delle Piccole e Medie Imprese sul Web</em>.</p><ol start="2"><li><u>Stimolare l’Interesse</u>: evidenziando le Criticità collegate all’Argomento o Problema precedente</li></ol><p>Esempio: <em>Brand Aziendale poco riconoscibile al Pubblico</em>.</p><ol start="3"><li><u>Creare Desiderio</u>: elencando le Attività svolte in relazione al Problema e i Benefici connessi</li></ol><p>Esempio: <em>Digitalizzazione del Brand e Posizionamento sul Web</em>.</p><ol start="4"><li><u>Condurre alla Conversione</u>: evidenziando la Soluzione del Problema con Specifici Prodotti o Servizi</li></ol><p>Esempio: <em>Pacchetto “Your Brand” per Campagne Promozionali Digitali sul Web</em>.</p><p>Tali “Step” devono avere una periodicità almeno settimanale (o anche più ravvicinata), tale da consentire una “scrematura” dei potenziali clienti, indirizzandosi a coloro che sono realmente interessati alle Soluzioni proposte.</p><p><strong>Lo Schema del “Viaggio dell’Eroe” come Tecnica di Digital Marketing</strong></p><p>Tale Schema è usato come tecnica di Digital Marketing secondo la tipica configurazione del “Funnel” (Imbuto): infatti, come dice il nome stesso, si parte da un tema di carattere generale che può interessare un grande numero di persone per poi trattare argomenti sempre più specifici per “scremarle”, fino ad arrivare ai Potenziali Clienti.</p>								</div>
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		<title>Le Intuizioni. Cosa sono e come Svilupparle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analizziamo questa particolare categoria di “Conoscenza Sensibile”, ancora da scoprire… Definizione di Intuizione La parola “Intuizione” deriva dal latino “intueor” (composto dai termini “in” che significa “dentro” e “tueor” che significa “guardare”, cioè “entrar dentro con lo sguardo”), e rappresenta una forma di sapere “particolare” che si rivela per “lampi improvvisi” e non in base [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4891" class="elementor elementor-4891">
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									<h1>Analizziamo questa particolare categoria di “Conoscenza Sensibile”, ancora da scoprire…</h1>								</div>
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									<p><strong>Definizione di Intuizione</strong></p><p>La parola “<strong>Intuizione</strong>” deriva dal latino “<strong>intueor</strong>” (composto dai termini “<strong>in</strong>” che significa “<em>dentro</em>” e “<strong>tueor</strong>” che significa “<em>guardare</em>”, cioè “<em>entrar dentro con lo sguardo</em>”), e rappresenta una forma di sapere “particolare” che si rivela per “lampi improvvisi” e non in base alle conoscenze derivanti dal pensiero cognitivo ed intellettivo.</p><p>Per la Filosofia, le Intuizioni hanno sempre rappresentato un ambito di studio “privilegiato” e fin dall’antichità sono state “investigate” da tantissimi studiosi: per Platone, le forme intelligibili o “Idee” rappresentavano la forma più alta e più vera di conoscenza mentre per Aristotele l&#8217;intelletto intuitivo consentiva di cogliere l&#8217;essenza della realtà fornendo dei principi validi e universali. Anche nell’età moderna, filosofi come Immanuel Kant e Carl Gustav Jung tradussero il significato di “Intuizione” rispettivamente in “conoscenza sensibile mediata dai sensi” e in “intervento dell&#8217;inconscio con cui la mente riesce a percepire i modelli della realtà nascosti dietro ai fatti”.   </p><p><strong>La Differenza fra Conoscenza ed Intuizione </strong></p><p>Sebbene anche le Intuizioni siano forme “particolari” e ancora poco “note” di Conoscenza, si può affermare che queste, a differenza della prima, possiedono le seguenti caratteristiche principali:</p><ol><li><u>Estemporaneità</u>: nel senso che spesso sorgono in modo inaspettato ed imprevedibile;</li><li><u>Unicità ed Irripetibilità</u>: nel senso che ognuno di noi ha Intuizioni “personali” che spesso non si ripetono;</li><li><u>Scarso Collegamento con il nostro Sapere</u>: nel senso che spesso si muovono in antitesi con le nostre conoscenze;</li><li><u>Forte Impatto Emotivo</u>: in quanto lasciano nella nostra mente immagini spesso chiare e precise;</li><li><u>Provenienza Ignota</u>: intesa come sensibilità o percezione che ci viene comunicata da qualcosa “fuori di noi”.</li></ol><p><strong>Come sviluppare le Intuizioni</strong></p><p>Le Intuizioni sono molto importanti perché consentono, in molti casi, di trovare Soluzioni a Problematiche a cui non è stato ancora posto rimedio, o a trovare metodi o procedimenti alternativi per progettare la nostra Strategia. Alla stessa stregua della “Creatività”, queste devono essere adeguatamente “stimolate” per poterle sviluppare ed, in particolare, occorre imparare ad ascoltarsi, praticare la meditazione o la “Mindfulness” (capacità di liberare la mente da idee e concetti giudicanti), porre fiducia nelle proprie Idee, ma soprattutto allenarsi ad effettuare “visualizzazioni” per memorizzare i contenuti racchiusi nelle Intuizioni e legarli al nostro “sapere consapevole” per capire come ci potrebbero essere di aiuto per impostare le nostre azioni quotidiane e raggiungere i nostri Obiettivi.</p>								</div>
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		<title>Il Leader della Trasformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Analizziamo questa particolare Tipologia di Leadership e i vari Ambiti di Applicazione Chi è il Leader della Trasformazione “I Have a Dream” … questa è la celebre frase pronunciata nel 1963 davanti al Lincoln Memorial a Washington    dall’attivista afroamericano Martin Luther King, Leader del Movimento per i Diritti Civili, riferendosi al suo Sogno di vedere [&#8230;]</p>
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									<h1>Analizziamo questa particolare Tipologia di Leadership e i vari Ambiti di Applicazione</h1>								</div>
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									<p><strong>Chi è il Leader della Trasformazione</strong></p><p>“<em>I Have a Dream</em>” … questa è la celebre frase pronunciata nel 1963 davanti al Lincoln Memorial a Washington    dall’attivista afroamericano Martin Luther King, Leader del Movimento per i Diritti Civili, riferendosi al suo Sogno di vedere realizzata in Futuro l’Uguaglianza fra la Popolazione Bianca e quella di Colore o di altre Razze. </p><ol><li>L. King può pertanto essere considerato, a tutti gli effetti, un vero e proprio “Leader della Trasformazione” in quanto mobilita le altre Persone affinché partecipino al Cambiamento dell’Organizzazione Sociale o Societaria risvegliando le loro Emozioni sulle Attività e sul Lavoro che stanno facendo e spingendoli a realizzare gli Obiettivi.</li></ol><p><strong>Le Qualità il Leader della Trasformazione deve possedere</strong></p><p>Nell’ultimo ventennio del secolo scorso il sociologo statunitense James Victor Downton ha coniato il termine di “Transformational Leadership” (Leadership Transazionale) che contempla le principali Qualità che il Leader della Trasformazione deve possedere (come delineate dagli studiosi americani Joyce Bono e Timothy Judge), fra le quali:</p><ol><li><u>Estroversione</u>: intesa come un tratto ispiratore solitamente esibito nella Leadership Trasformazionale;</li><li><u>Instancabilità</u>: intesa come capacità di utilizzare tutte le sue energie senza risparmiarsi;</li><li><u>Reattività</u>: intesa come capacità di rispondere con prontezza alle avversità e ai cambiamenti;</li><li><u>Gradevolezza</u>: intesa come piacevolezza mostrata nei confronti dei propri Followers e Collaboratori;</li><li><u>Visione</u>: intesa come capacità di fornire una Leadership Visionaria di grande respiro per un&#8217;organizzazione.</li></ol><p>In sintesi i “Leader della Trasformazione” sono coloro che fanno appello alla percezione del significato e dei valori delle persone del team e hanno la capacità di esprimere una visione convincente degli Obiettivi dell’Organizzazione.</p><p><strong>Gli Ambiti di Applicazione della Transformational Leadership</strong></p><p>La Leadership della Trasformazione è quella che meglio si presta ad essere adottata nelle Situazioni di Cambiamento e che quindi avrà di sicuro più importanza nel Futuro, sia nelle Organizzazioni Societarie che in quelle di altri tipo. Per quanto riguarda le prime la Transformational Leadership è maggiormente indicata nelle Realtà Aziendali di nuova costituzione (esempio le “Start-Up”) o in quelle che attraversano fasi di Passaggio Generazionale (esempio le Imprese Familiari dove i successori devono raccogliere il “testimone” lasciato dal precedente proprietario) o in quelle oggetto di operazioni di Fusione o Acquisizione (dove i nuovi manager devono ristabilire i rapporti interni). Per quanto riguarda le seconde la Transformational Leadership è consigliata nelle Associazioni Professionali, Sportive o No Profit all’interno delle quali è indispensabile l’apporto di attività ed entusiasmo dei loro partecipanti.</p>								</div>
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		<title>Come Sviluppare la Nostra Leadership</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco gli Strumenti per individuare lo Stile di Leadership più consono alle nostre Attitudini La Differenza fra Leader e Boss “Be a Leader, Not a Boss” è il titolo del libro dello scrittore americano John P. Nesgoda III. Spesso infatti i termini “Leader” e “Boss” vengono utilizzati impropriamente confondendo i concetti di “Potere” (capacità di [&#8230;]</p>
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									<h1>Ecco gli Strumenti per individuare lo Stile di Leadership più consono alle nostre Attitudini</h1>								</div>
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									<p><strong>La Differenza fra Leader e Boss</strong></p><p>“<em>Be a Leader, Not a Boss</em>” è il titolo del libro dello scrittore americano John P. Nesgoda III.</p><p>Spesso infatti i termini “Leader” e “Boss” vengono utilizzati impropriamente confondendo i concetti di “Potere” (capacità di influenzare gli altri assicurandosi compiacenza), “Autorità” (riconoscimento attribuito agli individui secondo regole definite e legittimate) e “Controllo” (modalità per assicurarsi il rispetto delle regole) con quello di “Leadership” (influenza che determina un consenso volontario verso gli obiettivi del gruppo o dell’organizzazione).</p><p><strong>I Comportamenti di un Leader</strong></p><p>Potremmo snocciolare molteplici altre caratteristiche che differenziano un “Capo” da un “Leader”, ma in questa sede vogliamo soffermarci su quelli che sono i Principali Comportamenti che un Leader, come per esempio:</p><ol><li><u>Responsabile</u>: inteso come capacità di assumere le conseguenze delle azioni proprie e dei suoi collaboratori;</li><li><u>Assertivo</u>: inteso come capacità di motivare con ragionevolezza ai propri collaboratori le decisioni prese;</li><li><u>Empatico:</u> inteso come capacità di “vestire i panni” dei propri collaboratori in prima persona;</li><li><u>Efficace:</u> inteso come capacità di raggiungere per primo o far raggiungere ai collaboratori gli obiettivi assegnati;</li><li><u>Imparziale</u>: inteso come capacità di valutare in modo equo e oggettivo, senza creare disparità o discriminazioni.</li></ol><p>In sintesi il “Leader” è colui che riesce ad instaurare con i propri “Followers” un “legame” forte che è riconosciuto ed apprezzato anche da loro stessi, i quali lo vedono non come un Capo ma come Colui che si sentono di “seguire”.</p><p><strong>Gli Stili di Leadership più consoni alle Nostre Attitudini</strong></p><p>Partendo dall’assunto di base che “ognuno di noi è unico ed irripetibile”, allo stesso modo esistono tanti diversi Stili di Leadership che ciascuno di noi può utilizzare più o meno facilmente in base alle proprie Attitudini Naturali.</p><p>I Principali Stili di Leadership che si possono usare sono i seguenti:</p><ol><li><u>Autoritario</u>: presuppone che la decisione sulle scelte importanti spetti sempre al Leader;</li><li><u>Partecipativo</u>: che comporta un coinvolgimento attivo dei Collaboratori nelle decisioni aziendali;</li><li><u>Permissivo</u>: che presuppone che il Leader lasci fare e quindi le decisioni vengono prese dai Collaboratori.</li></ol><p>In conclusione si può affermare che non esiste uno Stile di Leadership meglio degli altri ma dipende dalla tipologia dei Followers presenti e dalla Cultura Aziendale che è presente all’interno del Gruppo o dell’Organizzazione.</p>								</div>
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		<title>Le Abilità Sociali. Cosa sono e come riconoscerle</title>
		<link>https://www.dimensioneperformance.it/blog/le-abilita-sociali-cosa-sono-e-come-riconoscerle.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analizziamo queste particolari Attitudini Naturali che noi tutti possediamo Le Abilità Sociali “Nella realtà quotidiana nessuna Intelligenza è più importante di quella Interpersonale”: con queste parole si può sintetizzare il pensiero di Daniel Goleman, il “padre” dell’Intelligenza emotiva, riguardo alle Abilità Sociali. Infatti per trovare una definizione che possa meglio farci comprendere cosa esse siano, [&#8230;]</p>
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									<h1>Analizziamo queste particolari Attitudini Naturali che noi tutti possediamo</h1>								</div>
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									<p><strong>Le Abilità Sociali</strong></p><p>“<em>Nella realtà quotidiana nessuna Intelligenza è più importante di quella Interpersonale</em>”: con queste parole si può sintetizzare il pensiero di Daniel Goleman, il “padre” dell’Intelligenza emotiva, riguardo alle Abilità Sociali.</p><p>Infatti per trovare una definizione che possa meglio farci comprendere cosa esse siano, potremmo riferirci ad esse come “capacità o attitudini naturali di saper guidare ad arte le Emozioni di un’altra od altre Persone”. </p><p><strong>A Cosa si possono Applicare </strong></p><p>Le Abilità Sociali rappresentano un “dono prezioso” per chi le possiede e si possono applicare a tanti ambiti della vita quotidiana (sia in ambito personale che professionale), soprattutto per migliorare le Relazioni Interpersonali.</p><p>Solo a titolo di esempio possiamo elencare alcune Tematiche che richiedono il possesso delle Abilità Sociali:  </p><ol><li><u>Comunicazione</u>: nella predisposizione a comprendere e farsi comprendere dagli altri;</li><li><u>Public Speaking</u>: nella capacità di comunicare con chiarezza, sicurezza ed empatia;</li><li><u>Tecniche di Vendita</u>: nell’abilità di avvicinare il potenziale cliente ai vantaggi delle promozioni offerte;</li><li><u>N.L. (Programmazione Neuro Linguistica)</u>: nel potere di capire i canali percettivi dell’interlocutore;</li><li><u>Negoziazione</u>: nell’attitudine a trovare un compromesso equo per ambo le parti nella trattativa o nel conflitto;</li><li><u>Problem Solving:</u> nella capacità ad individuare le cause da cui si originano le problematiche e a risolverle;</li><li><u>Gestione del Cambiamento</u>: nella predisposizione ad affrontare gli eventi e a saperli gestire in ottica positiva;</li><li><u>Change Management</u>: nell’abilità di apportare cambiamenti efficaci nel gruppo o nell’organizzazione guidata;</li><li><u>Intelligenza Emotiva</u>: nella capacità di contattare le emozioni proprie ed altrui utilizzando l’empatia;</li><li><u>Leadership</u>: nell’attitudine a coniugare con successo l’interesse per la produzione e per le persone.</li></ol><p><strong>Come sviluppare la Leadership tramite le Abilità Sociali</strong></p><p>Riguardo a quest’ultimo punto possiamo affermare che le Abilità Sociali rappresentano senza dubbio un prezioso strumento per migliorare il rapporto fra Leader e Followers in quanto consente a chi le possiede di creare Empatia e di contattare le Emozioni più intime e potenti dei propri Collaboratori, spronandoli a fare del proprio meglio e ad allenandoli a riconoscere ed utilizzare le proprie Potenzialità per raggiungere gli Obiettivi a loro assegnati.</p><p>Si può pertanto affermare che il Leader che possiede le Abilità Sociali diventa un vero e proprio Leader “Coach”!</p>								</div>
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		<title>La Griglia Manageriale. A Cosa Serve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Impariamo a conoscere questo Utile Strumento per Migliorare la Leadership Premessa Oggi si parla “Leadership” nei più svariati ambiti della vita quotidiana: infatti tale concetto è stato trasferito dalle Aziende alle Persone arrivando perfino a coniare il termine (improprio) di “Leader di Se Stessi”. Tutto ciò ingenera grande confusione soprattutto perché si è distorta la [&#8230;]</p>
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									<p><strong>Premessa</strong></p><p>Oggi si parla “Leadership” nei più svariati ambiti della vita quotidiana: infatti tale concetto è stato trasferito dalle Aziende alle Persone arrivando perfino a coniare il termine (improprio) di “Leader di Se Stessi”. Tutto ciò ingenera grande confusione soprattutto perché si è distorta la definizione di “Leadership”, i cui presupposti sono basati sulla capacità di una persona (“Leader”) di creare un consenso “volontario” a seguirlo da parte di altri (“Followers”).</p><p>Pertanto la “Leadership” è una relazione che non riguarda solo un Individuo ma un Gruppo di Persone: non può esistere un Leader senza che vi siano dei Followers, altrimenti ci riferiamo solo alla “Leadership Naturale”, ovvero alla predisposizione ad essere “Leader” che rappresenta la Potenzialità N° 14 collegata alla Virtù della “Giustizia”.</p><p><strong>Cos’è la Griglia Manageriale</strong></p><p>La “Griglia Manageriale” è lo Strumento (a forma di Grafico) creato dagli studiosi statunitensi Robert Blake e Jane Mouton per “Migliorare” la Leadership attraverso due “variabili” fondamentali:</p><ul><li><u>Interesse per la Produzione</u>: inteso come necessità di ottenere Prestazioni, Risultati o Profitti;</li><li><u>Interesse per le Persone</u>: inteso come predisposizione a creare Relazioni di Fiducia, Rispetto ed Obbedienza.</li></ul><p>Si realizza pertanto un Grafico, dove sull’Asse delle Ascisse (“x”) è rappresentato l’Interesse per la Produzione, mentre su quello delle Ordinate (“y”) l’Interesse per le Persone creando quattro Scenari:</p><ol><li><strong>Stile Povero (“Impoverished”)</strong>: corrispondente a “Bassi” Livelli di Interesse per la Produzione e le Persone;</li><li><strong>Circolo Ricreativo (“Country Club”)</strong>: Interesse per la Produzione “Basso”, Interesse per le Persone “Alto”;</li><li><strong>Orientato al Compito (“Authority/Obedience”)</strong>: Interesse per la Produzione “Alto”, per le Persone “Basso”;</li><li><strong>Squadra (“Team Leader”)</strong>: corrispondente ad “Alti” Livelli di Interesse per la Produzione e le Persone.</li></ol><p><strong>Come Migliorare la Leadership tramite la Griglia Manageriale</strong></p><p>Lo Stile di Leadership più Efficace e Duraturo nel tempo è quello che media i due Interessi (per la Produzione e per le Persone) e che è stato definito da Blake e Mouton come “<strong>Middle of the Road</strong>” (a Metà Strada).</p><p>Pertanto un “bravo” Leader è colui che sa migliorarsi giorno dopo giorno, prestando particolare attenzione non solo ai Risultati raggiunti dai propri Followers (in relazione agli Obiettivi assegnati) ma che sa Relazionarsi con loro mantenendo forti legami di Fiducia e Rispetto con i Membri del proprio Team anche quando si verificano Situazioni Negative od Anomale che vanificano le Prestazioni e compromettono il Raggiungimento dei Target prefissati.</p>								</div>
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		<title>L’Enneagramma e il Quoziente Emotivo</title>
		<link>https://www.dimensioneperformance.it/blog/lenneagramma-e-il-quoziente-emotivo.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Analizziamo la Correlazione esistente fra l’Enneagramma e il Quoziente Emotivo (Q.E.) Che cos’è il Quoziente Emotivo (Q.E.) Il Quoziente Emotivo (Q.E.) fornisce la misurazione dell’Intelligenza Emotiva, ovvero della capacità di riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri. Tale indicatore è stato formulato da Daniel Goleman da lui definito [&#8230;]</p>
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									<h1>Analizziamo la Correlazione esistente fra l’Enneagramma e il Quoziente Emotivo (Q.E.)</h1>								</div>
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									<p><strong>Che cos’è il Quoziente Emotivo (Q.E.)</strong></p><p>Il Quoziente Emotivo (Q.E.) fornisce la misurazione dell’Intelligenza Emotiva, ovvero della capacità di riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri. Tale indicatore è stato formulato da Daniel Goleman da lui definito come “la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi, di modulare i propri stati d&#8217;animo”, evitando che la sofferenza ci impedisca di agire e di prendere le decisioni più corrette non solo in termini logici-cognitivi ma anche emozionali.</p><p><strong>La Differenza fra Quoziente Emotivo (Q.E.) e Quoziente Intellettivo (Q.I.)</strong></p><p>Il Quoziente Emotivo (Q.E.) si differenzia dal Quoziente Intellettivo (Q.I.), in quanto il primo misura la capacità di entrare in Empatia con un altro Soggetto, indipendentemente dal proprio bagaglio di Conoscenze e Competenze. Mentre in passato era ritenuto più importante il Quoziente Intellettivo, ovvero la “Capacità di Conoscere e Sapere” collegato alle diverse Competenze Tecniche o Verticali (cosiddette “Hard Skill”) che si apprendono con lo studio, ai giorni nostri si da maggiore importanza al Quoziente Emotivo, ovvero alla “Capacità di Gestire le Emozioni”, riferibile alle Competenze Sociali o Trasversali (cosiddette “Soft Skill”) che si apprendono solo con l’esperienza.</p><p><strong>La Correlazione fra l’Enneagramma e il Quoziente Emotivo (Q.E.)</strong></p><p>Nel libro “<em>Che Leader sei? Come utilizzare l&#8217;Enneagramma per accrescere la leadership e conquistare il successo</em>” la scrittrice Ginger Lapid-Bogda considera l’Enneagramma “lo strumento più potente e introspettivo per sviluppare il nostro Quoziente Emotivo (Q.E.)” in quanto rappresenta le Relazioni (intese anche come “spostamenti” da una posizione all’altra) fra le Nove Personalità “fondamentali” dell’Essere Umano, dette anche “Enneatipi”.</p><p><strong>Come Sviluppare il Quoziente Emotivo attraverso l’Enneagramma</strong></p><p>Ginger Lapid-Bogda ha applicato per la prima volta l&#8217;Enneagramma al “mondo manageriale” individuando non solo gli Enneatipi che possiedono, più di altri, capacità di Leadership (esempio: Enneatipi 8 “Il Boss” o 3 “Il Manager”) o predisposizione ad essere Followers (esempio: Enneatipi 2 “L’Altruista” o 6 “Il Lealista”) ma anche coloro che posseggono un Quoziente Emotivo “alto” tanto da diventare “Leader” capacità di esercitare una forte “Risonanza”.</p><p>In conclusione possiamo pertanto affermare che il Quoziente emotivo (Q.E.) di una persona rappresenta il maggior fattore predittivo del suo Successo in termini di Leadership, molto più del tradizionale Quoziente Intellettivo (Q.I.).</p>								</div>
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		<title>Che Enneatipo sei? 9. Il Diplomatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano-Giannetti-Coach]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esaminiamo i principali Tratti Caratteriali che contraddistinguono questo Enneatipo Caratteristiche dell’Enneatipo 9 L’Enneatipo 9 è chiamato “il Boss” o anche “il Pacificatore” o “il Mediatore” (o semplicemente con il termine “Sacro Amore”) è contraddistinto da una Personalità caratterizzata dai seguenti aspetti caratteriali: Tende verso l’armonia e la pace: si adatta agli altri evitando l’insorgenza di [&#8230;]</p>
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									<h1>Esaminiamo i principali Tratti Caratteriali che contraddistinguono questo Enneatipo</h1>								</div>
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									<p><strong>Caratteristiche dell’Enneatipo 9</strong></p><p>L’Enneatipo 9 è chiamato “il Boss” o anche “il Pacificatore” o “il Mediatore” (o semplicemente con il termine “Sacro Amore”) è contraddistinto da una Personalità caratterizzata dai seguenti aspetti caratteriali:</p><ol><li><u>Tende verso l’armonia e la pace</u>: si adatta agli altri evitando l’insorgenza di conflitti.</li><li><u>E’ incline a seguire i desideri altrui</u>: si lascia spesso influenzare dalle altre persone.</li><li><u>Ama i programmi e detesta gli imprevisti</u>: anche se non sa dare le priorità alle proprie attività.</li><li><u>E’ soggetto a distrazioni</u>: tende a rimandare gli impegni fino all’ultimo momento.</li><li><u>Ha uno stile di vita moderato</u>: predilige la compagnia anche se ha uno stile remissivo verso gli altri.</li></ol><p><strong>Pregi e i Difetti dell’Enneatipo 9</strong></p><p>Fra i primi si possono elencare “Essere Pacifici e Tolleranti”, “Diplomatici e Sinceri” o saper “Ricucire le Liti”, mentre fra i secondi c’è la “Tendenza ad Essere Assenti nei Rapporti” e a “Ritirarsi nel Mutismo se Adirati”.</p><p><strong>Le “Ali” dell’Enneatipo 9</strong></p><p>Le “Ali” sono rappresentate dagli Enneatipi che seguono e precedono l’Enneatipo di riferimento e in questo caso:</p><ul><li><u> Il Boss</u>: può spingere il Diplomatico a diventare più attivo e capace di esprimere i suoi bisogni</li><li><u> Il Perfezionista</u>: può aiutare il Diplomatico a esprimere con maggiore incisività le proprie necessità.</li></ul><p><strong>Le “Direzioni” dell’Enneatipo 9</strong></p><p>Le “Direzioni” sono rappresentate dagli Enneatipi verso i quali il Diplomatico può trovare “Armonia” o “Stress”:</p><ul><li><u>Il Manager</u>: porta effetti positivi come “Maggiore Fiducia in Se Stesso”, “Propensione ad Agire” ecc.</li><li><u> Il Lealista</u>: porta effetti negativi come “Diventare Diffidente verso gli Altri”, “Procrastinare gli Impegni” ecc.</li></ul><p><strong>La “Crescita” dell’Enneatipo 9</strong></p><p>L’Enneatipo 9 può crescere guardandosi dentro riscoprendo una grande saggezza interiore, comprendendo che darsi delle priorità lo aiuta a stabilire le priorità e imparare a negarsi alle persone o a non assumere ulteriori impegni.</p><p><strong>Il “Simbolo” dell’Enneatipo 9 “Evoluto”</strong></p><p>L’Enneatipo 9 “Evoluto” è rappresentato dal <u>Delfino</u>, mammifero marino molto intelligente e socievole che ama stare in compagnia dei propri simili, con una forte predisposizione per collaborare: allo stesso modo il Diplomatico “Evoluto” può aprirsi con sicurezza alle relazioni, consci del proprio valore.</p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.dimensioneperformance.it/blog/che-enneatipo-sei-9-il-diplomatico.html">Che Enneatipo sei? 9. Il Diplomatico</a> proviene da <a href="https://www.dimensioneperformance.it">Dimensione Performance</a>.</p>
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